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Il territorio

 


 "Un Paese vuol dire non essere soli,

sapere che nella gente, nelle piante, nella terra

c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei

resta ad aspettarti"

 

(Cesare Pavese)


 

Bovino si trova all’interno del territorio collinare e montano del Subappennino Dauno. Il comprensorio è coperto da boschi secolari con un ricco sottobosco di erbe e frutti selvatici, che favorisce il pascolo e la raccolta, e da campi coltivati principalmente a grano duro e coperti da uliveti e vigneti, che gli conferiscono, nel corso delle stagioni, una varietà di colori e profumi di piacevole seduzione.

Per chi vi arriva dall’interno del Subappennino, il centro abitato si manifesta in tutta la sua estensione, sdraiato su tre colli adiacenti. Sui primi due domina il Castello Ducale e un nucleo consistente del centro storico, che conserva il suo originario aspetto medievale, l’altro, invece, è il più alto e meglio noto “Monte Castro” (lat. castrum), dove Annibale si accampò per preparare l’assedio contro le città della Daunia. La notizia è appresa dalle Historiae di Polibio. A proposito di Vibinum (questo è il nome della città romana), Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, ne loda l’amenità del posto e la cordialità delle sue genti.

Più che le fonti storiche, delle sue origini, oggi, parlano le testimonianze monumentali. A seguito della guerra sociale, nell’80 a. C., Bovino fu occupata e ricostruita da Silla. Di Vibinum, ben presto eletta Municipium e più tardi colonia romana, sono stati localizzati i luoghi originariamente occupati dal forum, dall’anfiteatro e dalle terme. Si conoscono le mura di cinta in opus reticulatum, con le sue porte d’accesso e qualche torre; l’acquedotto e due ampie cisterne di decantazione dell’acqua; due templi, uno dedicato ad Apollo e, l’altro, ad Ercole, oltre a numerose attestazioni scultoree, numismatiche ed epigrafiche, che ci danno un’idea della sua importanza politica e sociale.

Con l’avvento del Cristianesimo, a seguito dell’annessione alla Diocesi di Benevento, Bovino subì la dominazione longobarda, ma fu ben presto contesa dai Bizantini per la sua posizione strategica tra l’Adriatico, porta dell’Oriente, e il Ducato di Benevento. Nel 1043 fu distrutta dalle truppe normanne di Drogone, che la rifondò sulle sue rovine e ne innalzò il castello. Da allora, la città conobbe “il potentato feudale” con la famiglia di Loretello, che la resse fino al 1182. Alla presenza di Federico II e delle sue truppe, fecero seguito i D’Angiò, che la cedettero agli Estendardo, dai primi decenni del 1400 per poco più di 100 anni. Ma la storia le è stata favorevole con la famiglia De Guevara, Signori della Navarra, discendenti degli Aragonesi, illustre famiglia del Regno di Napoli.

Bovino va ricordata anche per aver dato origine a personaggi illustri, non solo di fama locale, che l’Associazione onora e ricorda con concorsi e manifestazioni, puntuali appuntamenti annuali per quanti risiedono in questo piccolo paese e per quanti, pur lontani, vi ritornano per rivivere la sua storia e le sue tradizioni, per riscoprirne i suoi colori e i suoi inconfondibili sapori.

Simone Schiavone

 

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