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Chiesa
di San Pietro
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E' la chiesa più antica di Bovino: un
monumento di rara bellezza per la suggestiva semplicità del suo
stile romanico. Sorta
sulle rovine di un antico tempio pagano,
dedicato ad Ercole in epoca romana, fu edificata, nel 1099, dal
Vescovo Gisone I. Nel corso dei secoli ha subito numerosi
cambiamenti e radicali trasformazioni che ne hanno modificato
l'aspetto originario. Attualmente presenta un duplice stile:
barocco nella navata e romanico - bizantino nel presbiterio. Il
tempio è a unica navata, con avanzi di colonne granitiche di
epoca classica e capitelli scolpiti.
Nella parete di fondo si aprono tre absidi
semicircolari, tipiche delle chiese basilicali. Ha due ingressi,
dei quali, quello secondario, è arricchito da due colonnine di
granito di epoca lontana. All'interno della chiesa, in cui si
leggono chiaramente i prestigiosi documenti della vetustà e
della primitiva bellezza, si possono ammirare in particolare il
fonte battesimale, rappresentato da una grande vasca
amisferica in pietra che poggia su una base decorata di stile
bizantino, e l'artistica tela d'autore, di scuola caravaggesca o
della Scuola napoletana del '700 (Ribera), attribuita al
Maestro di Bovino, raffigurante il "Martirio di San
Pietro ". |
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Chiesa
del Rosario |
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La chiesa presenta
una struttura architettonica di ampio respiro gotico. Il
portale, rettangolare e a fronte orizzontale, è del 1754 e porta
incassata, nel fregio, un'iscrizione del 1205 che accenna alla
costruzione della prima chiesa, per opera del Vescovo Roberto,
dedicata all'Arcangelo Michele. Le diverse modifiche apportate
al tempio, in epoche diverse, ne hanno modificato notevolmente
l'aspetto primitivo così da divenire, nel tempo, un insieme
discordante di forme e di stili. Nel 1422 la Chiesa venne
notevolmente ampliata e acquistò l'aspetto di un dignitoso
edificio sacro dalle sobrie e suggestive linee gotiche. Di un
certo rilievo artistico, conserva, al suo interno, un
caratteristico organo del 1740 e un'artistica Tela, del 1631,
rappresentante "San Domenico con Madonna e Sante". Di
pregevole fattura è la statua della Madonna del Rosario, in
legno di cirmo, scolpita e dipinta interamente a mano. |
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Chiesa
dell'Annuziata |
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Si trova
all'inizio dello storico rione "Portella". Ha il portale di
stile rinascimentale e un bel campanile di pietra di Trani,
eseguito su disegno del Lamarra. E' conformata a croce latina,
con abside semicircolare e cupola di bella fattura. Le
decorazioni sono a stucco con qualche affresco del Lamarra e
medaglioni a bassorilievo, rappresentanti le sette festività
della Vergine. La chiesa anticamente era dedicata a S. Andrea
Apostolo, del quale si conserva ancora la statua lignea,
del XVI secolo, di apprezzabile valore artistico. Interessanti
sono anche il coro neoclassico e la Tela d'altare, raffigurante
L'Annunciazione, del pittore bovinese Michele Lombardi. Sotto la
chiesa si estende un'ampia cripta, delle stesse dimensioni del
tempio sovrastante, dove in passato venivano sepolti i
confratelli. |
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Chiesa di
Santa Maria delle Grazie |
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Viene chiamata
comunemente la "Chiesa dei Morti", perché in essa ha sede
e vi ufficia la Confraternita delle Buona Morte. Esempio
di architettura neoclassica, ha un bel prospetto di travertino,
della prima metà del 1800, a un solo ordine, con nicchie e
paraste ioniche. Della primitiva chiesa rimane solo il
caratteristico campanile, con spigoli di pietra arrotondata a
guisa di colonne murate e cella campanaria in mattoni. E'
l'unica chiesa di Bovino ad avere una cripta, che in passato era
usata per sepolture. Vi si venera il Corpo di SAN CELESTINO
MARTIRE, che è contenuto in un' artistica urna insieme ad un'
ampolla col suo sangue. La festa si celebra la seconda domenica
di ottobre. L'interno della Chiesa contiene decorazioni in
stucco di buona fattura ed è arricchito da tele dipinte, del
XVIII secolo, di un certo pregio artistico. |
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Chiesa di
San
Francesco
con annesso convento |
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Fondata nel 1427,
sulle rovine di un antico tempio dedicato ad Augusto, ha il
carattere di chiesa monastica minoritica. L'interno è ad unica
navata e conserva le due belle sculture in legno di San
Francesco, eseguita dal Buonfiglio nel 1792 e l'altra di Sant'Antonio
di Padova, realizzata da Iacopo Colombo, nel 1700. Sulla volta del
Presbiterio si può notare anche un bel dipinto a olio,
raffigurante "San Michele che atterra il demonio" .
Accanto alla chiesa vi è l'ex Convento dei Padri Conventuali,
poi Asilo Infantile affidato alle cure delle Suore di Sant'Anna.
Bello e caratteristico è il piccolo Chiostro, con archi a
tutto sesto e pilastri in pietra lavorata. |
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Chiesa
del Carmine |
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In passato faceva
parte del complesso conventuale dei Padri Gesuiti, fondato, nel
1605 dal Vescovo Tolosa. Dismesso nel 1636 il Collegio dei
Gesuiti, vi subentrarono i Carmelitani Scalzi che si presero
cura della Chiesa, dedicata alla Madonna del Carmine, ricorrente
il 16 luglio di ogni anno. Sulla sinistra della facciata,
piuttosto semplice, può invece ammirarsi il bellissimo campanile
neoclassico, a due piani, con parate e colonne angolari di
ordine tuscanico e coronamento a trabeazione dorica. L'interno
della chiesa è ricco di decorazioni a stucco e conserva due
artistiche tele, del '700, dedicate rispettivamente a S.
Teresa d'Avila e a S. Maria Maddalena. Bella e
interessante è anche la tela raffigurante la "Madonna della
Misericordia", attribuita al pittore bovinese Michele
Lombardi. |
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Chiesa di
Sant'Antonio |
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La fondazione
della Chiesa, oggi felicemente incastonata nel verde della Villa
comunale, risale al 1618 e fu fatta costruire dal duca Don
Giovanni Guevara e dalla Duchessa Giulia Boncompagni, per un
voto fatto a San Francesco d'Assisi. Al 1623 risale invece
l'annesso Convento, costruito per ospitare i Padri Cappuccini,
ai quali venne affidata la cura della Chiesa. In origine il
Tempio era ad una sola navata, avendo, sulla destra, tre
cappelle, ma nei tempi successivi ha subito notevoli e
importanti modifiche che ne hanno compromesso l'originario
impianto. Nell'interno della Chiesa, sull'altare maggiore
seicentesco, s'innalza un artistico polittico di tele dipinte ad
olio, del 1664, attribuite, in parte, a M. Regolia.
Di notevole pregio
artistico è il Tabernacolo di ebano, con intagli e
intarsi in avorio e "cupola a padiglione, sormontata da una
croce anche in avorio, e sostenuta da colonnette corinzie",
opera del Persico, del 1627. Nella navata destra, dedicata a
Sant'Antonio da Padova, si può ammirare una bella statua del
Santo, di scuola veneziana. |
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Il
Santuario di Valleverde |
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L' origine del
Santuario di Valleverde è legata all'Apparizione della Vergine,
avvenuta in sogno a Nicolò, nella primavera del 1266. La primitiva
e semplice chiesetta, eretta a ricordo dell'avvenimento,
ampliata e resa accogliente nel corso dei secoli, è stata
abbattuta, nel 1987, per far posto al nuovo e moderno Santuario,
inaugurato, il 25 maggio 1987, dal Santo Padre Giovanni Paolo II
e consacrato da Mons. Salvatore De Giorgi, Arcivescovo
Metropolita di Foggia-Bovino, il 7 giugno dello stesso anno. La
nuova costruzione, ricca di marmi pregiati, di belle sculture e
di vetrate a colori, è a pianta triangolare, con i vertici
smussati, ed è composta dalla Chiesa, dalla Sacrestia e dalla
Cripta, che conserva l'altare e la balaustra in marmo della
vecchia chiesa, insieme ad altri cimeli in metallo e in pietra.
Tra le opere d'arte che si possono ammirare all'interno del
Santuario, spicca, per suggestione e preziosità artistica, la
stupenda statua della "Madonna di Valleverde con il Figlio in
braccio". La statua è stata restaurata dall'artista
fiorentino Pellegrino Banella, nel 1965, che oltre ad aver
scolpito una nuova statua del Bambino, ha avuto il grande merito
di aver riportato in luce la policroma scultura originaria, del
tardo Duecento, abbondantemente ricoperta, a partire dalla fine
del '500, da ricche vesti seriche ricamate e dalla leziosa
parrucca a biondi riccioli. Scrive Mons. Barone: "L'immagine
della beata Vergine è su legno resistente, forse di cedro, di
quercia o di pino. E' un tavolo
di grande spessezza con l'effige ad
alto rilievo, di cui solo la testa presenta la sua integrità: il
resto della persona è intagliato a metà. La statua è seduta su
una sedia a braccioli, benché il modo in cui fu vestita e
adornata presenti l'aspetto di una persona in piedi. La Madonna
ha la mano destra in atto per benedire, e sulla sinistra
sostiene il Bambino Gesù che ha similmente la destra atteggiata
a benedizione, e sulla sinistra sostiene il piccolo globo. Verso
di lui spirante gioia dal bel viso vivace e sorridente, guarda la
Madre con tenerezza pensosa. L'atteggiamento, l'aspetto, lo
sguardo benevolo, da cui si sprigiona un pudore verginale,
imprimono un carattere nobilissimo a questa antichissima
immagine, incommensurabile tesoro della nostra città".
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